I vini della nascente denominazione calabrese, accompagnati dal GAL Terre Vibonesi, hanno entusiasmato il pubblico della settima edizione dell’evento di Roma dedicato alla viticoltura del Mezzogiorno. Sold out la cena di anteprima e la masterclass condotta da Luciano Pignataro.
C’è un territorio che sta emergendo con forza nel panorama vitivinicolo italiano. È la Costa degli Dei, cuore pulsante della provincia vibonese, che nello scorso fine settimana ha saputo imporsi come autentica rivelazione della settima edizione di Beviamoci Sud, l’appuntamento romano che ogni anno accende i riflettori sulla viticoltura del Mezzogiorno.
Un successo costruito con metodo e visione strategica, frutto del lavoro di accompagnamento del GAL Terre Vibonesi che ha coordinato la partecipazione di sette cantine del territorio: Cantina Masicei, Casa Comerci, Cantine Artese, Cantine Benvenuto, Cantine Dastoli, Cantine Lacquaniti e Origine & Identità. Sette realtà produttive che, insieme, hanno rappresentato quasi la metà della compagine calabrese presente all’evento ideato da Marco Ferretti (Riserva Grande) e Andrea Petrini, con la direzione tecnica di Luciano Pignataro.
La strategia del GAL Terre vibonesi che ha conquistato Roma
«Torniamo a casa con un bagaglio esperienziale importante e con la conferma che la strada intrapresa è quella giusta – ha dichiarato il presidente del GAL Terre Vibonesi, Vitaliano Papillo –. Tanti professionisti del settore e il pubblico accorso numeroso sono rimasti sorpresi e affascinati dalla qualità e dalla varietà dei vini prodotti sul nostro territorio. I produttori hanno saputo raccontare le proprie realtà, arricchite da storie affascinanti e dalla volontà di fare insieme la strada verso il riconoscimento della DOC. Il vino è uno degli assi portanti del nostro lavoro sul campo, che vuole presentare complessivamente l’offerta del vibonese a turisti, viaggiatori, giornalisti e appassionati».
L’edizione appena conclusa conferma la crescita di Beviamoci Sud come osservatorio privilegiato sulla viticoltura meridionale. Tra le ottanta aziende partecipanti da tutto il Sud, quindici erano calabresi e ben sette arrivavano dal vibonese: un dato che testimonia la determinazione dei produttori della futura DOC, attualmente in attesa di validazione ministeriale.
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